È passata solo una manciata di anni dagli eventi accaduti in “Roma Nord” e ritroviamo Giulia, Barbara e Livia mutate per gli avvenimenti intercorsi, ma in qualche modo arrivate sin qui. Sono divenute più mature, cambiato lavoro, superato i propri lutti, intrapreso nuove avventure, ritrovato l’amore: il loro mondo è cambiato, mutando aspettative e certezze. Il benessere economico e le famiglie hanno smesso di essere il perno centrale attorno al quale tutto sembrava ruotare, lasciando loro spazio per la ricerca di nuovi traguardi. Hanno continuato, ognuna per la sua parte, a mettercela tutta; le diversità delle loro vite non hanno minato il loro forte legame, anche se all’improvviso il destino si rivelerà diverso da come immaginato. La complessità delle loro vite, incastonate in uno scenario in continuo divenire, ha smesso di brillare, ma non per questo di vibrare per intensità. L’indagine psicologica, innestata nelle descrizioni semplici ma attente di quei luoghi e di quel modo di vivere, crea un ritratto sincero di cosa siano diventati i protagonisti, gli uni specchi degli altri. La grande novità questa volta è rappresentata dal fatto che gli eventi condurranno a una sottrazione del loro amore. Questa scelta genererà per ognuna delle tre protagoniste una possibile minaccia di morte, che terrà il lettore in suspense. Con un colpo di pistola, in un crescendo rapsodico, resterà attonito nelle ultime pagine, ma conscio, una volta in più, di come tutto possa accadere. L’unica granitica certezza che sembra non cambiare mai è la loro veglia.